Al Bambu

Perché fare consegne a domicilio?

Parto dalla conclusione:

La nostra missione di ristoratori ci impone (come dice la parola stessa) di “dare ristoro” alle persone che lo richiedono, vicine o lontane che siano.

Se siamo obbligati a stare lontani oggi, saremo più vicini domani.

L’epidemia che ha colpito tutto il mondo nel marzo del 2020 ci ha dato se non altro molto tempo per riflettere.

E’ proprio nei momenti difficili che bisogna pensare a ciò che si fa e ciò che si dovrà fare in futuro per superare le avversità.

Una delle riflessioni che vorrei condividere con voi è sul significato della ristorazione. Molti colleghi sono perplessi riguardo alle consegne a domicilio, ritenendo giustamente che non si possa offrire lo stesso livello di servizio in questa formula rispetto alla sala del ristorante.

I critici hanno evidenziato la mancanza di contatto col personale di sala (spesso più significativo del cibo per far tornare i clienti!), niente impiattamenti e controllo delle temperature, rischio di dover cedere a compromessi per quanto riguarda sapori ed ingredienti.

Si tratta quindi di un ripiego? Io sono sicuro che lo è solo per chi vuol vedere tutto negativo! In fin dei conti perché noi cuochi e camerieri facciamo questo mestiere?

Che sia asporto, a tavola o dovunque il nostro mestiere è fondamentalmente riconducibile al “rendere felici le persone col cibo”

Sta a noi in un momento così difficile adeguarci, evitando compromessi, per arrivare a chi non può raggiungerci.

Non dimentichiamo che siamo chiusi, ma non per nostra volontà, così come i nostri ospiti sono in casa ma non per loro volontà. Stiamo tutelando tutti insieme la salute pubblica, evitando il contagio e semplificando così il duro lavoro del personale sanitario.

Fare consegna a domicilio quindi si traduce in un sacrificio, temporaneo, sia per l’ospite che per il ristoratore: Un compromesso raggiunto insieme, senza dimenticare il gusto. Sicuri che ci ritroveremo presto tutti attorno alla tavola, ognuno al proprio posto!

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